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Verso i primi mesi del 2016 covavo l’inefrenabile voglia di un grande viaggio con l’idea di apprendere la lingua Inglese. Qualche settimana dopo il mio ventinovesimo compleanno non potevo più resistere, quella voglia mi gridava così forte nelle orecchie che non dormivo la notte. Ecco che Il 22 febbraio 2016, davanti ad un tè da Pandenus a Milano, assieme a due vecchi amici comprai quello che sarebbe stato il mio biglietto aereo data 18 ottobre, con direzione Melbourne. Mary e Jacopo ci erano già stati, il nostro incontro lo avevo organizzato per prendere appunti sulla loro esperienza e farmi aiutare sul, COME SI FA.

Complimenti! Il suo volo è stato acquistato con successo!

Il mio unico obbiettivo segnato sul taccuino di viaggio, era quello di imparare l’inglese. Non vi nascondo che tra quelle pagine c’erano bensì sette piani di come mi sarei potuto muovere nella grande Terra dei Canguri. Quegli appunti però, sono serviti soltanto a farmi stare sereno sapendo che avevo in qualche modo il culo parato, perché giustamente la vita ti vuole un bambino, pronto a sorprenderti.

 

Ecco le lezioni di vita targate AU

LASCIA ANDARE LA VITA E SEGUI I SEGNALI:

Un giorno dal mio arrivo, a ventidue ore di volo da casa e masticando appena la lingua nativa, trovai una mail con scritto che la prenotazione che avevo fatto per le due settimane seguenti era stata cancellata. Nell’Hotel in cui alloggiavo non c’era più posto ma non fui minimante turbato, anzi mi sentivo sereno e quando lessi la notizia risi e uscii per comprarmi una scheda telefonica.

Qualche ora più tardi, camminando tra i palazzi con gli occhi a cuore ed un caffè tra le mani, mi chiamò un’amica da Milano per sapere del mio arrivo. Mi disse che si era dimenticata di darmi il numero di una sua amica che in caso fossi stato in difficoltà avrei potuto chiamare (suono del segnale).

Misi da parte gli altri sei piani, il primo era già saltato, e chiamai il numero. Incontrai la sua amica, andammo a cena e le spiegai la situazione, parlammo d’arte e dei segnali che la vita ti da. La sera seguente avevo le valige in una camera di una Villa a cinque piani e un lavoro in un ristorante italiano.

 

CIRCONDATI DI PERSONE CHE TI FACCIANO CRESCERE (e continua a seguire i segnali)

Dopo tre mesi il mio inglese non faceva molti progressi, troppi italiani attorno a me. Decisi quindi di aumentare la difficoltà comprando un biglietto per la Tasmania. Trovai una camera in un ostello e un lavoro in una Farm di fragole. Quando arrivai nella città di Cygnet, con me c’era una ragazza molto giovane, anche lei pronta per le fragole.

Ci trovammo di fronte a Jayne, la proprietaria dell’ostello, e forse aiutato dalla tenerezza di Sofia, ci disse “le fragole sono troppo difficili da raccogliere, ho due posti per raccogliere le ciliegie che ne dite?”.

Ammetto che il mio istinto italiano si mise a cercare la fregatura, ma l’istinto da essere umano mi diceva di fidarmi. Posai le valigie nella stanza, usci e chiesi consiglio alla prima persona che incontrai, Stue. “I pick the cherries” disse con un fortissimo accento Inglese (suono del segnale). Per i tre mesi che seguirono, Stue, Amy e Meg, furono la mia nuova compagnia Londinese. Il mio inglese ed il mio cuore fecero un salto di qualità enorme.

 

I KOALA NON ESISTONO

Da casa, gli amici continuavano a ricordarmi di mandare una foto di un Koala qualora lo avessi visto. Io stesso inizialmente ero ossessionato dal vederne uno, ma in libertà sono molto difficili da trovare, essendo una specie a rischio di estinzione, appena ne trovano uno lo portano in zona protetta.

Durante il mio viaggio in camper mi accordi che ero così fissato dal Koala che non mi stavo più godendo il momento e perdendomi così tantissime bellezze. Tra gli amici a casa e la mia ossessione, ebbi la sensazione che non vedere un Koala equivalesse quasi a non essere stato in Australia. Dal quel giorno decisi che avrei viaggiato fregandomene di ciò che “bisogna vedere” e lasciarmi andare a ciò che c’era. I koala non esistono.

 

“Se viaggi e ti apri alle nuove esperienze, entrando nel vivo di ciò che ti circonda con amore e curiosità, compassione e altruismo, puoi scoprire cose nuove di te stesso, che magari amerai o non ti piaceranno, ma che ti porteranno a capire chi sei. Non è necessario fare un volo oltre oceano per viaggiare, ma se puoi fallo” Cit. Gianluca Reffo

 

Buon viaggio

Gianluca