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Un giorno, in un villaggio, si sparse la voce che un grande maestro zen aveva raggiunto l’illuminazione. Tutti corsero al tempio per vedere l’illuminato e all’arrivo molti non notarono la differenza. In mezzo a tutti ci fu un giovane di 16 anni, che percepiva ci fosse qualcosa in lui che non vedeva in nessuno degli uomini li presenti. Prese coraggio, si avvicinò e chiese “maestro, cosa ti ha dato l’illuminazione” Lui rispose “Ti dirò questo: prima di essere illuminato ero solo. Dopo aver ricevuto l’illuminazione continuo ad essere solo”.

Molte volte ascoltiamo o leggiamo storie orientali di questo tipo, e spesso, subito dopo, finiamo con replicare che quelle storie funzionano solo in quei paesi, che qui a Milano (città d’esempio) non lo fai lo zen in metro. In caso avessi fatto un pensiero simile, sappi che non si parla di villaggi sperduti in mezzo alla foresta, tempi sacri o tribù indigene. Il messaggio indirizza l’attenzione sul dove è vero, ma la risposta è “qua”.

 

La felicità non è il contrario della depressione

Se la felicità viene paragonata all’eccitazione e al divertimento potrebbe si essere il contrario della depressione. Ma se la felicità fosse una condizione di non attaccamento e quindi di libertà?

Un giorno un maestro disse ai suoi discepoli “Avete le nuvole e avete il cielo. Molti maestri orientali dicono che prima dell’illuminazione, prima di vedere, si identificano con le nuvole. Dopo l’illuminazione, invece, si identificano con il cielo”

Immaginate il meteo in tv, dove una donna invece di indicare il sole e la pioggia, indica le emozioni ed invece di utilizzare la cartina geografica dell’Italia c’è la vostra foto a busto intero. “Domani su tutta la testa precipitazioni leggeri di dolore, ma vero tarda mattina la gioia dell’abbraccio del compagno/a”. Con quest’ottica si percepisce meglio il nomadismo delle emozioni.

Più lottate contro la depressione più essa si rinforzerà.

Cosa fai devi fare per essere felice? Non fare nulla, la felicità non è acquistabile perché è già dentro di te. In oriente esprimono così questo concetto “se l’occhio non è bendato il risultato è la vista” non devi fare niente per avere la vista.

Il problema non è il problema ma lo stato con cui affronti il problema

Niente maestro zen, buddhista o qualche saggio nascosto in una grotta in montagna. John Grinder, vive in America, California con le macchine e le bollette del gas. Ciò che afferma è che i problemi sono superabili se tu sei in armonia con te stesso. Se il tuo stato emotivo e la tua condizione interna sono attive al suo massimo potenziale potrai affrontare ciò che ti affligge in maniera completamente diversa che quando stai commiserandoti o piangendoti addosso.

 

Il mondo è pieno di dolore.

L’origine del dolore è il desiderio. Per eliminare il dolore bisogna estirpare il desiderio

Queste semplici parole sono state pronunciate dal Buddha, riguardo l’attaccamento che abbiamo per le cose. Un nemico dell’amore? L’attaccamento. Se non ho A non posso ottenere B. Molte volte con i desideri ossessivi, oppure tramite le aspettative, se il risultato non è quello che vogliamo ci arrabbiamo, diventiamo tristi o addirittura facciamo cose di cui poi ci pentiamo.

Un uomo vagava per il mondo alla ricerca del diamante che lo avrebbe reso ricco e felice per il resto della sua vita. In sogno, tutte le notti, continuava a vedere questo diamante luminoso tra le mani di un monaco, che lo aspettava sotto un albero, non sognava altro. Inizio a vagare per anni finché un giorno, alle pendici di un monte, sotto un albero, riconobbe il monaco del sogno. Incredulo e felice gli corse incontro e gli disse “hai tu il mio diamante, vero?” “si, eccolo tieni” prese il diamante e sorridendo glielo diede. Si guardarono negli occhi e poi l’uomo ancora incredulo lo assaporò per qualche secondo, lo nascose bene dentro lo zaino, salutò il mendicante e se ne andò.

Era molto stanco dal lungo camminare, si accampò con la sua tenda li vicino ma quella notte non dirmi, continuava a tirare fuori il diamante, e pensieroso lo guardava e lo rimetteva via in continuazione. Il giorno dopo l’uomo tornò dal monaco, gli ridiede il diamante e gli disse “ti prego, insegnami ciò che ti ha permesso di sbarazzartene”

 

Buon viaggio

Gianluca Reffo