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Mi piace pensare ad un viaggiatore come ad un pioniere alla ricerca della parte umana più profonda. Chi decide di vivere viaggiando con il corpo ed il cuore, cancella con una gomma di pace le linee geografiche aprendosi così all’amore per ciò che vede, così come lo vede.

Non prova orgoglio per essere nato dentro un determinato confine, prova gratitudine per ciò che ha ed attiva quella cosa di cui spesso ci dimentichiamo, quella nuda essenza da essere umano.

Ho visto anche viaggiatori, nel 2019, che insegnavano le parolacce e le bestemmie in italiano. Ma non ne parlerò. Ho già scritto troppo.

Un lettore si butta consapevolmente in un mondo nuovo a cui può attingere con i propri occhi della mente, volando con la fantasia e attivando la creatività dello spirito interno.

Il viaggiatore ed il lettore hanno qualcosa che li accomuna, lo scrittore.

Certo, ho visto viaggiatori nel 2019 che insegnavano le parolacce e bestemmie in italiano.

I viaggi che abbiamo fatto e che facciamo sono totalmente personali che spesso si possono anche raccontare nel modo più fluido ed emozionante possibile, dando appunto un impatto emotivo notevole, ma che rimarranno comunque più esterne al non protagonista.

Molto sicuro è che leggere il racconto di un’esperienza di viaggio, fa cadere un sasso nell’acqua del cuore, smuovendo un lo spirito e bagnando di coraggio i tuoi desideri.

IL CICLO DEL VIAGGIATORE

Un essere umano fa un’esperienza di viaggio.

Racconta l’esperienza, in questo caso un libro.

L’esperienza viene ascoltata, in questo caso letta da un altro essere umano.

Si attiva una condivisione d’esperienza.

All’essere umano lettore viene voglia di viaggiare.

Un essere umano fa un’esperienza di viaggio.

La tua mente inizia a volare vestendoti con vestiti che non hai mai indossato, in mezzo a gente con altri modi di vivere, colori che si mixano e odori che si percepiscono, che non hai mai visto o sentito prima.

Questo processo in mezzo a molti altri è potente al tal punto da cambiare il modo che hai di vedere ciò che ti circonda e molto spesso di renderlo più colorato. Assaporando così l’idea che un viaggiatore è anche chi viene dove sei tu.

L’esprienza

Queste parole sono tratte da Siddartha, il libro che parla del viaggio di un uomo.

Questo è parte di passaggio di un dialogo tra il protagonista ed il Buddha. Più precisamente Siddartha dopo aver ascoltato la dottrina del Buddha dice esattamente questo:

“…Ma una cosa non contiene questa dottrina così limpida, così degna di stima: non contiene il segreto di ciò che il Sublime stesso ha vissuto, egli solo fra centinaia di migliaia. Questo è ciò di cui mi sono accorto, mentre ascoltavo la dottrina. Questo è il motivo per cui continuo la mia peregrinazione: non per cercare un’altra e migliore dottrina, poiché lo so, che non ve n’è alcuna, ma per abbandonare tutte le dottrine e tutti i maestri e raggiungere da solo la mia meta o morire…”

Non spiegherò il significato di queste parole, ogni persona trarrà ciò che ritiene più utile. Posso dirvi l’insegnamento che io ho appreso.

“C’è una cosa che il Buddha non potrà mai insegnare attraverso le parole ai suoi discepoli, l’esperienza”

Ciò che dovremmo cercare è il più possibile fare esperienza, tra tutte le possibili sfumature della vita.

Puoi farlo amando gli errori come parte di questo processo

Puoi farlo lasciandoti sorprendere dalla vita

Puoi farlo diventando osservatore delle tue emozioni

Puoi farlo per scoprire se puoi farlo

Puoi farlo per tutte queste ragioni assieme o solo due

Buona Viaggio

Gianluca Reffo