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Nonostante tutti gli sforzi, nonostante tutte le nostre buone intenzioni, qualcosa a volte può anche andare storto. A volte solamente capita, e non ci puoi fare molto.

Devi andare avanti nonostante il peso del dolore.

Se ti rivedi in questa situazione, qui sotto ci sono 3 strategie estrapolate dai grandi guerrieri Samurai, dal loro stile di vita. Con queste strategie potrai riprendere in mano la tua vita

 

ACCETTAZIONE

Accettare tutto com’è, accetta qualsiasi cosa sia in questo momento la tua vita, anche se è qualcosa che odi.

Accettala con il cuore e con serenità.

Invece di combattere e creare un conflitto con ciò che inevitabilmente è già successo o sta succedendo, invece di opporre resistenza contro qualcosa su cui non hai alcun controllo, porta il tuo sé in uno stato di accettazione.

Lascia che l’esterno faccia il suo corso, e mantieniti osservatore degli eventi, gustando il momento per qualsiasi esso sia. Lasciati sorprendere accettando ciò che è.

Scoprirai, quando raggiungerai questo stato di coscienza, che le tue decisioni saranno quindi più sagge, mosse dall’amore.

Quando quindi tutto ciò che ti succede, bene o male, al di fuori e dentro di te, se dirai di si, se dirai che va bene così com’è, porterai te stesso ad un livello di pensiero superiore, senza attaccamento.

In uno stato che possiamo chiamare, di gioia.

 

LIBERATI DALL’ ATTACCAMENTO

L’attaccamento, secondo il Buddhismo è l’origine della sofferenza.

Perché l’azione sia di qualità, la prima delle supreme virtù che il samurai della mente deve avere per essere definito tale, secondo i maestri Orientali, è la liberazione all’attaccamento.

Il Buddha insegna che l’attaccamento al pensiero, oggetto, persona o qualsiasi altra cosa porta ad un inevitabile e inutile sofferenza.

Quando ci attacchiamo a qualcosa finiamo con il dipendere da essa.

Poi nasce il desiderio di volerla e di conseguenza la paura di perderla.

Ci attacchiamo alle cose materiali, la macchina, il conto in banca, gli oggetti che si possiedono, o le cose immateriali come lo status sociale che si raggiunge, il piacere sessuale o l’amore di un’altra persona.

Anche l’attaccamento a Dio e alla preghiera per il Buddha, è visto come fonte di sofferenza e di sconfitta.

Per praticare la via del NON ATTACCAMENTO, e raggiungere la felicità che viene da dentro, una delle pratiche potrebbe essere quella di eliminare tutti quegli oggetti o vestiti che hai a casa inutilizzati.

Per la mente invece, c’è l’accettazione magari aiutata dalla meditazione.

PERCEPISCI CIÒ CHE NON VEDI CON GLI OCCHI

La mente può percepire tutto ciò che può concepire.

 

Ma può andare oltre ai cinque sensi, può attingere a risorse più profonde, come l’intuizione.

Non fissarti su un singolo punto, vedi tutto nella sua interezza. Se guardi la foglia non vedrai l’albero.

Per percepire le cose che non possono essere viste, dobbiamo guardare oltre il visibile. Lascia di guardia il cuore.

Un uomo lavorava in un cantiere, ogni sera per uscire dal cantiere doveva passare le verifiche di controllo di una guardia. Ogni sera usciva con la cariola da lavoro piena di paglia ed ogni sera veniva ispezionato. La guardia aveva il netto presentimento che quell’uomo rubasse qualcosa, quindi ogni sera era molto scrupoloso nella ricerca, ma non trovava mai niente. Ispezionava l’uomo, la cariola e la paglia, ma mai niente. Una sera, esausto la guardia lo fermò e gli disse: “senti, passi da mesi questa dogana e non ho mai trovato niente, ma sono sicuro, ho la netta sensazione che tu stia rubando qualcosa. Ti prego, non dirò niente al mio capo, ma dimmi se stai rubando e cosa perché ne sto uscendo pazzo”

L’uomo sorrise e disse “si, sto rubando cariole”.

 

Quando il tuo cuore chiama, come rispondi?

 

Buon viaggio

Gianluca Reffo