fbpx

Spesso, viviamo esperienze filtrandole attraverso ciò che crediamo e vogliamo nella vita, ovvero il nostro focus, e in relazione a ciò che sono le nostre convinzioni generali, il passato.

 

Tutto questo si tramuta nei pensieri che hai ora.

 

Poco spesso mettiamo in discussione le scelte giornaliere che facciamo, cose a cui crediamo e frasi che diciamo. Siamo così abituati a dire e fare ciò che ci è stato insegnato che non mettiamo in discussione quasi niente di quello che noi chiamiamo “normalità”.

 

Molto nella nostra vita viene vissuto come un automatismo a cui non badiamo minimamente, un po’ come guidare, sali a vai, è diventato un comportamento automatico.

 

Il cervello comunque sa quello che fa, sarebbe poco piacevole e piuttosto stressante se ogni mattina dovessimo consapevolmente imparare a guidare.

Ci sono però quattro fattori molti decisivi che hanno contribuito a costruire i nostri automatismi.

Nei modi di fare, nei modi di dire e in quello che pensi, viaggiamo in automatico più di quanto credi. Sono i programmi mentali.

 

Piccolo esempio

 

Un bambino a passeggio con un genitore, d’un tratto corre in mezzo alla strada, ed un passante, che nota la scena, si tuffa e salva il bambino da un’auto di passaggio. Durante tutto ciò, tre persone erano sedute su una panchina, ad avevano visto l’intero accaduto, un prete, un filosofo ed un anziano vecchietto. Il Prete dopo l’eroico gesto, cade in ginocchio a mani giunte e lo sguardo al cielo, gridando: “Grazie Signore per questo miracolo”. Il filosofo con molta calma, rilascia un sorriso, e con tono pacato: “non era un caso che l’uomo si trovasse li, il caso non esiste”. Mentre il vecchietto, beh lui non vedeva molto bene e quindi chiese cosa fosse successo, i due raccontarono l’accaduto, cioè che un uomo aveva appena slavato un bambino da un probabile mortale incidente con una macchina, il vecchietto ribatté: “che culo!”.

Ecco come il nostro passato e le nostre credenze con cui ci siamo identificati, creano la realtà.

Nonostante l’accaduto fosse lo stesso, tre persone differenti hanno visto cose diverse. Un miracolo, il caso e un bel po’ di fortuna che ho aggiunto per ironizzare, ma puoi concordare che avrei potuto aggiungere un ateo, piuttosto che un buddhista, oppure un terrorista.

 

Suonare il clacson a Milano, ho davvero sentito una persona dire “se non suoni il clacson e non sei aggressivo non sopravvivi nel traffico qui”. Davvero volete dirmi che e non mi stresso e incazzo in macchina non arrivo a destinazione?

Ecco i quattro fattori che influenzano il tuo cervello e creano le tue credenze così da formare i tuoi programmi mentali e la tua vita:

 

 CULTURA:

La cultura che ti ritrovi influenza molto la tua vita, per fare un velocissimo esempio se tu fossi nato in Giappone, probabilmente vestiresti in un altro modo, avresti un’atra religione e la penseresti diversamente sul tema dell’immigrazione.

 

MASS MEDIA:

I telegiornali per esempio, (che io ho smesso di guardare e vi assicuro che riesco a vivere lo stesso e più felicemente sembrerebbe) mobilitano la tua attenzione spesso verso la cronaca nera, sono capaci di farti odiare per un periodo i Rumeni (ti eri dimenticato di loro eh?), mentre ora gli Africani. Cambiano il tuo modo di vedere le cose e vengono messi poco in discussione.

 

GLI ALTRI

Le cinque persone che frequenti maggiormente sono coloro che ti influenzano di più. I tuoi genitori e chi rappresenta per te l’autorità, creano le tue convinzioni sulla vita.

 

Esempio reale, avevo un amico che se non si metteva la maglietta della salute gli veniva il mal di pancia perché sua madre lo aveva tartassato così tanto che finì per crederci.

Se la maglietta non c’era il mal di pancia era assicurato.

Un giorno non si accorse di non averla, non gli venne il mal di pancia e mise in discussione quella credenza.

Ps. Genitori bugiardi, dico le bugie.

 

TE STESSO

“Ah io sono fatto così che ci posso fare”, in realtà molto. Sono frasi che sento dire troppo spesso, la cosa triste (ma recuperabile) è sentirlo dire da ragazzi di 20 anni che hanno vissuto gran parte delle loro esperienze limitate al giardino di casa, a cui manca molto da scoprire e da vivere.

Ti racconti storie a cui finirai per credere, poiché i programmi mentali non vengono messi in discussione e sono auto-rafforzanti. Nel caso della maglietta della salute per esempio, autosuggestionato, gli veniva il mal di pancia quindi era vero, questo processo si rinforzava.

O nel caso del bambino, se fosse stato colpito e si fosse rotto solo una gamba, sia la fortuna, sia il caso e il miracolo sarebbero comunque esisti. “Io sono fatto cosi” vi ritroverete a comportarvi sempre in quel modo perché ci credete così tanto che creerete voi i presupposti perché accada. Lo avete fatto diventare parte della vostra identità.

 

Se volete approfondire questo argomento vi consiglio un bellissimo libro: IL POTERE DEL CERVELLO QUANTICO

 

Buona viaggio

 

Gianluca Reffo