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5 Libri per cambiare vita, lavoro e cos’altro?

5 Libri per cambiare vita, lavoro e cos’altro?

Io come te ho delle bellissime battaglie giornaliere.
Questo vorrebbe essere un blog centrato su articoli che possono dare un contributo al progresso umano. Una vita in viaggio si riferisce anche e soprattutto ad un viaggio interno, non solo esterno.
Immagino che se hai già letto qualche articolo te ne sia accorto.

Cos’e la crescita personale.

Potremmo dire in poche parole che la crescita personale e tutto ciò che riguarda il progresso umano interno.
Tutto quel lavoro e quelle esperienze che una persona fa per accrescere le sue competenze come essere umano, aggiungo “in ecologia con il mondo”
La crescita personale credo quasi sia uno stile di vita.
Tu ed un tuo amico potreste avere lo stesso tipo di esperienza , solo chi ha l’intenzione di migliorare potrà trarne un beneficio interno.

Riflessioni sulla crescita personale

Dovremmo amare il progresso, non solo pensare allo sviluppo e credo che la crescita personale sia un progresso interno, umano.
Credo che chi spende del tempo per accrescere le proprie conoscenze umane, per migliorare aspetti della propria vita, per ricercare quella tanto ambita serenità aggiunga amore all’intero mondo (universo).

Lo stress quotidiano, la depressione hanno molte cure, anche solo la meditazione per esempio potrebbe aiutare moltissimo se non essere la soluzione. Quante cose sappiamo che potrebbero migliorarci, e quante di queste le usiamo?
E quanto sono utili gli attrezzi se non li sai usare?

Ascoltando la vita e leggendo le storie dei grandi uomini che hanno lasciato al mondo ricchezze d’amore e di pace, mi chiedo chissà quante persone mettono in pratica queste teorie.
In fondo abbiamo creduto al “trovati un lavoro e fatti una famiglia” con una promessa di felicità per poi scoprire che a volte non è sufficiente.

Quindi quando leggiamo un Gesù che dice “ama il prossimo tuo come te stesso” oppure un Buddha “sei ciò che pensi”, lo abbiamo poi messo in pratica? abbiamo fatto un ceck se avevano ragione?

I 5 libri per cambiare vita, lavoro e cos’altro?

Il cambiamento non un evento ma un processo, a volte lungo a volte meno, e molto succede dentro di te quando non stai guardando, ammesso che tu lo faccia.

Il mio primo libro “apri mente” l’ho letto a 15 anni e ringrazio mio zio per avermi obbligato.
Ecco 5 libri di crescita personale che io ho letto, che HO MESSO IN PRATICA.
Potrò darvi una personale ma comprovata opinione.

Ognuno apprende ciò di cui ha bisogno, grazie anche all’attenzione selettiva, ne parlo in questo articolo.

5 Libri che cambiano la vita

Siddartha di Ermann Hesse

Avevo più o meno 20 anni. Questo libro mi ha regalato una delle più grandi lezioni di vita, che porto ancora con me. Questo messaggio fa parte della mia identità e ringrazierò sempre per averlo incontrato. Sto per dirvelo… C’è una prima volta e una seconda. Curioso il fatto che la prima volta mi fermai più o meno a metà e lo lasciai così senza finirlo per anni, decantandolo comunque con amore. Il motivo? Non posso dirvelo senza spoiler.

Il potere di adesso di Eckart Tolle

Si, parla del qui e ora. Se volete un libro che vi dia delle tecniche per vivere, veramente questa volta, il momento, per assaporare il presente e godervi il tempo, questo libro è fantastico. Ho vissuto due anni e mezzo a Milano e lessi quel libro negli ultimi 5 mesi. L’85% delle persone più incredibili e le opportunità più grandi le incontrai proprio mentre praticavo quel libro.

Messaggio per un aquila che si crede un pollo di Antony De Mello

Il titolo è molto stuzzicante vero? Un libro colmo di metafore, se volete leggere questo articolo per leggere cosa penso del potere delle metafore. A volte un po’ estremista, senza molti mezzi termini. Cercate il più possibile di staccarvi dal fatto che lui abbi preso una posizione così forte. Qui si riflette molto.

Il guerriero di Pace di Dan Millman

Questo lo definirei un romanzo filosofico. È eccezionale, un libro che probabilmente leggerò ancora. C’è persino un film che potete facilmente trovare su YouTube, il librò però regala molte più riflessioni e vi lascia il tempo di processare. La vita di un ragazzo, dalla monotonia addormentata al risveglio.

Il potere del cervello quantico di Italo Pentimalli e J.L. Marshall

Volete dare una sterzata alla vostra vita? That’s the right one
Volete un consiglio su quale iniziare? seguite l’istinto

Buon Viaggio dentro

CHI TI MANIPOLA IL CERVELLO? CREA LA TUA REALTÀ

CHI TI MANIPOLA IL CERVELLO? CREA LA TUA REALTÀ

Spesso, viviamo esperienze filtrandole attraverso ciò che crediamo e vogliamo nella vita, ovvero il nostro focus, e in relazione a ciò che sono le nostre convinzioni generali, il passato.

 

Tutto questo si tramuta nei pensieri che hai ora.

 

Poco spesso mettiamo in discussione le scelte giornaliere che facciamo, cose a cui crediamo e frasi che diciamo. Siamo così abituati a dire e fare ciò che ci è stato insegnato che non mettiamo in discussione quasi niente di quello che noi chiamiamo “normalità”.

 

Molto nella nostra vita viene vissuto come un automatismo a cui non badiamo minimamente, un po’ come guidare, sali a vai, è diventato un comportamento automatico.

 

Il cervello comunque sa quello che fa, sarebbe poco piacevole e piuttosto stressante se ogni mattina dovessimo consapevolmente imparare a guidare.

Ci sono però quattro fattori molti decisivi che hanno contribuito a costruire i nostri automatismi.

Nei modi di fare, nei modi di dire e in quello che pensi, viaggiamo in automatico più di quanto credi. Sono i programmi mentali.

 

Piccolo esempio

 

Un bambino a passeggio con un genitore, d’un tratto corre in mezzo alla strada, ed un passante, che nota la scena, si tuffa e salva il bambino da un’auto di passaggio. Durante tutto ciò, tre persone erano sedute su una panchina, ad avevano visto l’intero accaduto, un prete, un filosofo ed un anziano vecchietto. Il Prete dopo l’eroico gesto, cade in ginocchio a mani giunte e lo sguardo al cielo, gridando: “Grazie Signore per questo miracolo”. Il filosofo con molta calma, rilascia un sorriso, e con tono pacato: “non era un caso che l’uomo si trovasse li, il caso non esiste”. Mentre il vecchietto, beh lui non vedeva molto bene e quindi chiese cosa fosse successo, i due raccontarono l’accaduto, cioè che un uomo aveva appena slavato un bambino da un probabile mortale incidente con una macchina, il vecchietto ribatté: “che culo!”.

Ecco come il nostro passato e le nostre credenze con cui ci siamo identificati, creano la realtà.

Nonostante l’accaduto fosse lo stesso, tre persone differenti hanno visto cose diverse. Un miracolo, il caso e un bel po’ di fortuna che ho aggiunto per ironizzare, ma puoi concordare che avrei potuto aggiungere un ateo, piuttosto che un buddhista, oppure un terrorista.

 

Suonare il clacson a Milano, ho davvero sentito una persona dire “se non suoni il clacson e non sei aggressivo non sopravvivi nel traffico qui”. Davvero volete dirmi che e non mi stresso e incazzo in macchina non arrivo a destinazione?

Ecco i quattro fattori che influenzano il tuo cervello e creano le tue credenze così da formare i tuoi programmi mentali e la tua vita:

 

 CULTURA:

La cultura che ti ritrovi influenza molto la tua vita, per fare un velocissimo esempio se tu fossi nato in Giappone, probabilmente vestiresti in un altro modo, avresti un’atra religione e la penseresti diversamente sul tema dell’immigrazione.

 

MASS MEDIA:

I telegiornali per esempio, (che io ho smesso di guardare e vi assicuro che riesco a vivere lo stesso e più felicemente sembrerebbe) mobilitano la tua attenzione spesso verso la cronaca nera, sono capaci di farti odiare per un periodo i Rumeni (ti eri dimenticato di loro eh?), mentre ora gli Africani. Cambiano il tuo modo di vedere le cose e vengono messi poco in discussione.

 

GLI ALTRI

Le cinque persone che frequenti maggiormente sono coloro che ti influenzano di più. I tuoi genitori e chi rappresenta per te l’autorità, creano le tue convinzioni sulla vita.

 

Esempio reale, avevo un amico che se non si metteva la maglietta della salute gli veniva il mal di pancia perché sua madre lo aveva tartassato così tanto che finì per crederci.

Se la maglietta non c’era il mal di pancia era assicurato.

Un giorno non si accorse di non averla, non gli venne il mal di pancia e mise in discussione quella credenza.

Ps. Genitori bugiardi, dico le bugie.

 

TE STESSO

“Ah io sono fatto così che ci posso fare”, in realtà molto. Sono frasi che sento dire troppo spesso, la cosa triste (ma recuperabile) è sentirlo dire da ragazzi di 20 anni che hanno vissuto gran parte delle loro esperienze limitate al giardino di casa, a cui manca molto da scoprire e da vivere.

Ti racconti storie a cui finirai per credere, poiché i programmi mentali non vengono messi in discussione e sono auto-rafforzanti. Nel caso della maglietta della salute per esempio, autosuggestionato, gli veniva il mal di pancia quindi era vero, questo processo si rinforzava.

O nel caso del bambino, se fosse stato colpito e si fosse rotto solo una gamba, sia la fortuna, sia il caso e il miracolo sarebbero comunque esisti. “Io sono fatto cosi” vi ritroverete a comportarvi sempre in quel modo perché ci credete così tanto che creerete voi i presupposti perché accada. Lo avete fatto diventare parte della vostra identità.

 

Se volete approfondire questo argomento vi consiglio un bellissimo libro: IL POTERE DEL CERVELLO QUANTICO

 

Buona viaggio

 

Gianluca Reffo

Il Papa può essere giudicato

Il Papa può essere giudicato

Voglio sottolineare il mio rispetto attivo verso qualsiasi tipo di amore (puro) rivolto alle varie religioni. Sono piuttosto convinto che spesso il fanatismo accechi chiunque ne venga colpito, uccidendo obiettività, consapevolezza e quindi libertà.

In questo momento quello che è successo al Papa, anzi quello che il Papa ha fatto, perché mi piace pensare di che la vita sia “come reagisci ad essa” più che “quello che ti succede”, sta avendo opinioni contrastanti.

Così a mente fredda, mi viene da pensare, la carica più alta della religione Cristiana, la quale propaganda amore verso il prossimo, perdono e povertà, perdere la pazienza per una persona che sarà stata li da chissà quanto tempo, e probabilmente chissà quante volte, per riuscire a toccare ciò che per lei probabilmente è tutto nella vita, quell’idolo che è poi stato creato dal cristianesimo stesso?

 

I livelli logici

Io penso che uno dei grossi problemi della società attuale sia la quasi se non totale inconsapevolezza del sé ed un rifiuto appassionato verso la crescita personale e quindi dell’uomo (cioè del prossimo).

 

Di conseguenza un “dare la colpa agli altri, all’esterno”

Mi fai sentire male

Mi ferisci

Devi cambiare

Questo paese fa schifo

Ecc

Una delle cose che si potrebbe scoprire attraverso un po’ di attenzione verso la possibilità di accrescere la capacità del pensiero sono i livelli logici. Ora mi collego al Papa.

Prendendo il Papa come esempio, e tutti i post che ho letto finora, di chi giustamente o no, vuole dire ciò che pensa, possiamo vedere quanto si possa difendere ed attaccare la stessa azione però parlando su livelli totalmente diversi.

Mi spiego meglio.

 

Io posso giudicare il Papa in questi modi:

 

  • Posso farlo prendendo una delle definizioni sulla bibbia “colui che costruisce ponti, con Dio e tra gli uomini” quindi come Papa. Credo sia stata questo quello che la donna ha strattonato.

Se prendo questa definizione, posso trovare assurdo che possa perdere la pazienza per uno strattone. Sei ciò che è più vicino a Dio per gli uomini. Non sei un prete che ha appena iniziato a fare le prime messe. Sei al ruolo più alto di un percorso che dovrebbe aver avuto un crescita personale non da niente. Poi insomma, l’amore incondizionato di Gesù, il porgi l’altra guancia ecc.

Salendo di livello logico, quindi “alzandomi di categoria” diciamo

 

  • Posso giudicarlo come un lavoratore

Posso pensare che è pieno di lavoro quindi di stress e che quella giornata non era una delle migliori, magari aveva un po’ di febbre, lo paragono a me e dico “beh dai anch’io mi incazzo ogni tanto per niente”.

 

  • Posso giudicarlo come uomo.

Imperfetto e perfetto così com’è. Ma non credo quella donna avrebbe fatto la fila per vedere

 

  • Posso anche fregarmene

Lasciare andare il giudizio e capire che non serve che altre persone ti dicano “abbiamo scelto te come Papa” per fare cose buone. Lasciare perdere le icone e concentrarsi sul messaggio.

 

Ecco che un azione prendendola da angolazioni diverse, quindi vedendo cose diverse, poi discusse sullo stesso piano, creano un po’ di casino.

C’è di più nel nostro cervello.

 

L’Attenzione selettiva

Un po’ come l’interista che vede solo i falli della Juve e viceversa.

Vi è mai successo per esempio, dopo esservi fatti un nuovo taglio o cambiato il colore dei capelli, vedere quel taglio o quel colore su moltissime persone?

Vi è mai capitato di essere interessati all’acquisto di una macchina in particolare o di averla appena comprata e vederla ovunque?

Questa si chiama “attenzione selettiva”, cioè quelle macchine e quei tagli di capelli ci sono sempre stati. Ma quando siete concentrati su qualcosa la vostra attenzione cadrà su quel qualcosa.

 

Quando decidi di identificarti in qualcosa, come in questo caso il Cristianesimo, ecco che la tua attenzione selettiva, quindi poi il tuo linguaggio e molte altre cose, prendono quella forma.

Esempio.

 

Immaginate due Cristiani, sono in auto. Fanno un incidente frontale con un’altra auto e non si fanno praticamente niente. Che cosa diranno secondo voi? Molto probabilmente “miracolo”.

Immagine sempre due Cristiani, sempre la stessa scena. Solo che questa volta uno dei due muore. Che cosa dirà quello sopravvissuto? Molto probabilmente riterrà il fatto che sia vivo un miracolo.

La stessa scena, e tutti e due si rompono le gambe. Poteva andare peggio, e quindi ecco il miracolo.

 

In base a come decidi di “vestire” la tua identità, il mondo cambierà forma. E confermerà la sue scelta perché la sua attenzione è indirizzata esattamente su chi ha deciso di essere. Sarà sempre un miracolo, tranne che nella morte di entrambi, anche se probabilmente sarà un miracolo il fatto che quel giorno altre persone non siano andate con loro.

 

Ed ecco che da Cristiano, quando vedi il tuo rappresentante massimo fare una cosa del genere, “dovrà” confermare, o dimostrare di essere Cristiano, quindi?

 

PERDONARE

Buon Viaggio

DIVENTA L’ARTEFICE DEL TUO DESTINO

DIVENTA L’ARTEFICE DEL TUO DESTINO

Le esperienze della vita belle o brutte che siano, se vuoi, si possono tradurre in grandi o piccole lezioni.

Poche volte si vive il momento con quest’ottica, cioè rimanendo esterni al fatto e non identificati con l’emozione che l’esperienza vi fa sentire.

Il viaggio a Marrakech come potrete leggere in questo articolo, è stata un’esperienza molto intensa. Ed ecco gli insegnamenti che ne ho tratto.

Il primo

CONOSCERE QUALCUNO

Ho fatto questo viaggio con un’altra persona, che conoscevo molto telefonicamente, quindi sapevo di lei solo ciò che lei mi ha raccontato.

Quando puoi dire di conoscere davvero qualcuno?

Io credo che troppo spesso passiamo il tempo a definire gli altri e riempirli di etichette, ma difficilmente potremmo conoscere tutte le sfumature della sua vita, in cui magari la persona stessa non si è ancora scoperta. Ma non ci deve sempre interessare molto sapere tutto.

Ciò che mi interessava era chi fosse lei, nel qui e ora (con me in viaggio).

Parto quindi, con una ragazza che conosco solo telefonicamente, e che sempre telefonicamente sembra molto in gamba.

“Spazio alla sorpresa” mi sono detto.

COLPA DEL TEMPO

Ho vissuto una litigata tra la guida e la ragazza con cui ero all’interno di un ristorante del Riad in cui eravamo seduti a pranzo. Qualche discussione c’è stata anche tra me e lei. Non abbiamo litigato, ci vogliono due persone per litigare ed io non volevo.

Questo il riassunto delle tesi su cui si sono basate le discussioni che ho sentito dire e dirmi, ditemi se vi rivedete:

  • Mi hai offeso
  • Mi hai insultato
  • Mi hai aggredito
  • Mi hai imbrogliato

In uno stato ottimale, distaccato dalle emozioni ma sempre vigile, ho potuto vedere ed intervenire.

Notate quanto l’attenzione sia verso l’esterno, verso l’altro?

Non c’è stato nessuno, che abbia detto, parlando con se stesso “hey, fermati, che importanza ha tutto questo? che importanza ha vincere questa discussione? Cosa sto creando?”

Vi posso rispondere all’ultima, si sta creando ODIO, ed io non penso che ne abbiamo bisogno.

Ma la colpa è del tempo, degli altri che non ci rispettano, del denaro che controlla le persone, della politica, degli insulti che ti dicono. Quindi io faccio uguale, do ciò che mi danno. Spesso si passa il tempo a reagire all’esterno.

Se dai spazio a questi pensieri vivi immerso nell’odio

Lasciare i pensieri per svincolarsi dall’odio

E se fosse che ricevi ciò che dai? Se la vita fosse uno specchio?

Boh la butto la cosí.

ATTRARRE CHI SEI

Tutto questo, che io ho vissuto in Marocco è ciò che stavo sognando da molti mesi, senza davvero sapere come avrei potuto farlo.

Precisamente stavo sognando di incontrare una ragazza a cui piacesse vivere come una Travel Blogger, a cui piacesse fare foto e video, con cui avrei potuto viaggiare e vivere come nomade digitale.

Questo desiderio era forte dentro di me, e senza fare sforzi, senza fare fatiche enormi, passavo qualche minuto al giorno durante la meditazione o sotto la doccia o dove mi pareva, per vivere le emozioni di quel sogno ad occhi chiusi.

Negli ultimi mesi, io sono stato quel sogno. Il mio essere era l’essere di una persona che viveva già cosí.

Ed ecco che scrivo su Instagram ad una ragazza che avevo già conosciuto nel 2016, quando ero in Australia ed avevo appena aperto questa pagina  e lei aveva appena aperto la sua, per diventare (ed ora lo è) una content creator, con più di 51 k followers.

“Come stai? da quanto tempo! Perchè non facciamo un viaggio in due? ok, Maorcco? ok!”

Se vuoi realizzare te stesso, puoi andare verso ciò che vuoi ogni volta che lo vuoi, in accordo con la tua identità

Buon Viaggio

3 Strategie Samurai per prendere in mano la tua vita

3 Strategie Samurai per prendere in mano la tua vita

Nonostante tutti gli sforzi, nonostante tutte le nostre buone intenzioni, qualcosa a volte può anche andare storto. A volte solamente capita, e non ci puoi fare molto.

Devi andare avanti nonostante il peso del dolore.

Se ti rivedi in questa situazione, qui sotto ci sono 3 strategie estrapolate dai grandi guerrieri Samurai, dal loro stile di vita. Con queste strategie potrai riprendere in mano la tua vita

 

ACCETTAZIONE

Accettare tutto com’è, accetta qualsiasi cosa sia in questo momento la tua vita, anche se è qualcosa che odi.

Accettala con il cuore e con serenità.

Invece di combattere e creare un conflitto con ciò che inevitabilmente è già successo o sta succedendo, invece di opporre resistenza contro qualcosa su cui non hai alcun controllo, porta il tuo sé in uno stato di accettazione.

Lascia che l’esterno faccia il suo corso, e mantieniti osservatore degli eventi, gustando il momento per qualsiasi esso sia. Lasciati sorprendere accettando ciò che è.

Scoprirai, quando raggiungerai questo stato di coscienza, che le tue decisioni saranno quindi più sagge, mosse dall’amore.

Quando quindi tutto ciò che ti succede, bene o male, al di fuori e dentro di te, se dirai di si, se dirai che va bene così com’è, porterai te stesso ad un livello di pensiero superiore, senza attaccamento.

In uno stato che possiamo chiamare, di gioia.

 

LIBERATI DALL’ ATTACCAMENTO

L’attaccamento, secondo il Buddhismo è l’origine della sofferenza.

Perché l’azione sia di qualità, la prima delle supreme virtù che il samurai della mente deve avere per essere definito tale, secondo i maestri Orientali, è la liberazione all’attaccamento.

Il Buddha insegna che l’attaccamento al pensiero, oggetto, persona o qualsiasi altra cosa porta ad un inevitabile e inutile sofferenza.

Quando ci attacchiamo a qualcosa finiamo con il dipendere da essa.

Poi nasce il desiderio di volerla e di conseguenza la paura di perderla.

Ci attacchiamo alle cose materiali, la macchina, il conto in banca, gli oggetti che si possiedono, o le cose immateriali come lo status sociale che si raggiunge, il piacere sessuale o l’amore di un’altra persona.

Anche l’attaccamento a Dio e alla preghiera per il Buddha, è visto come fonte di sofferenza e di sconfitta.

Per praticare la via del NON ATTACCAMENTO, e raggiungere la felicità che viene da dentro, una delle pratiche potrebbe essere quella di eliminare tutti quegli oggetti o vestiti che hai a casa inutilizzati.

Per la mente invece, c’è l’accettazione magari aiutata dalla meditazione.

PERCEPISCI CIÒ CHE NON VEDI CON GLI OCCHI

La mente può percepire tutto ciò che può concepire.

 

Ma può andare oltre ai cinque sensi, può attingere a risorse più profonde, come l’intuizione.

Non fissarti su un singolo punto, vedi tutto nella sua interezza. Se guardi la foglia non vedrai l’albero.

Per percepire le cose che non possono essere viste, dobbiamo guardare oltre il visibile. Lascia di guardia il cuore.

Un uomo lavorava in un cantiere, ogni sera per uscire dal cantiere doveva passare le verifiche di controllo di una guardia. Ogni sera usciva con la cariola da lavoro piena di paglia ed ogni sera veniva ispezionato. La guardia aveva il netto presentimento che quell’uomo rubasse qualcosa, quindi ogni sera era molto scrupoloso nella ricerca, ma non trovava mai niente. Ispezionava l’uomo, la cariola e la paglia, ma mai niente. Una sera, esausto la guardia lo fermò e gli disse: “senti, passi da mesi questa dogana e non ho mai trovato niente, ma sono sicuro, ho la netta sensazione che tu stia rubando qualcosa. Ti prego, non dirò niente al mio capo, ma dimmi se stai rubando e cosa perché ne sto uscendo pazzo”

L’uomo sorrise e disse “si, sto rubando cariole”.

 

Quando il tuo cuore chiama, come rispondi?

 

Buon viaggio

Gianluca Reffo

Viaggiatore, lettore o scrittore? Scopri se leggendo si attiva il Siddharta che è in te

Viaggiatore, lettore o scrittore? Scopri se leggendo si attiva il Siddharta che è in te

Mi piace pensare ad un viaggiatore come ad un pioniere alla ricerca della parte umana più profonda. Chi decide di vivere viaggiando con il corpo ed il cuore, cancella con una gomma di pace le linee geografiche aprendosi così all’amore per ciò che vede, così come lo vede.

Non prova orgoglio per essere nato dentro un determinato confine, prova gratitudine per ciò che ha ed attiva quella cosa di cui spesso ci dimentichiamo, quella nuda essenza da essere umano.

Ho visto anche viaggiatori, nel 2019, che insegnavano le parolacce e le bestemmie in italiano. Ma non ne parlerò. Ho già scritto troppo.

Un lettore si butta consapevolmente in un mondo nuovo a cui può attingere con i propri occhi della mente, volando con la fantasia e attivando la creatività dello spirito interno.

Il viaggiatore ed il lettore hanno qualcosa che li accomuna, lo scrittore.

Certo, ho visto viaggiatori nel 2019 che insegnavano le parolacce e bestemmie in italiano.

I viaggi che abbiamo fatto e che facciamo sono totalmente personali che spesso si possono anche raccontare nel modo più fluido ed emozionante possibile, dando appunto un impatto emotivo notevole, ma che rimarranno comunque più esterne al non protagonista.

Molto sicuro è che leggere il racconto di un’esperienza di viaggio, fa cadere un sasso nell’acqua del cuore, smuovendo un lo spirito e bagnando di coraggio i tuoi desideri.

IL CICLO DEL VIAGGIATORE

Un essere umano fa un’esperienza di viaggio.

Racconta l’esperienza, in questo caso un libro.

L’esperienza viene ascoltata, in questo caso letta da un altro essere umano.

Si attiva una condivisione d’esperienza.

All’essere umano lettore viene voglia di viaggiare.

Un essere umano fa un’esperienza di viaggio.

La tua mente inizia a volare vestendoti con vestiti che non hai mai indossato, in mezzo a gente con altri modi di vivere, colori che si mixano e odori che si percepiscono, che non hai mai visto o sentito prima.

Questo processo in mezzo a molti altri è potente al tal punto da cambiare il modo che hai di vedere ciò che ti circonda e molto spesso di renderlo più colorato. Assaporando così l’idea che un viaggiatore è anche chi viene dove sei tu.

L’esprienza

Queste parole sono tratte da Siddartha, il libro che parla del viaggio di un uomo.

Questo è parte di passaggio di un dialogo tra il protagonista ed il Buddha. Più precisamente Siddartha dopo aver ascoltato la dottrina del Buddha dice esattamente questo:

“…Ma una cosa non contiene questa dottrina così limpida, così degna di stima: non contiene il segreto di ciò che il Sublime stesso ha vissuto, egli solo fra centinaia di migliaia. Questo è ciò di cui mi sono accorto, mentre ascoltavo la dottrina. Questo è il motivo per cui continuo la mia peregrinazione: non per cercare un’altra e migliore dottrina, poiché lo so, che non ve n’è alcuna, ma per abbandonare tutte le dottrine e tutti i maestri e raggiungere da solo la mia meta o morire…”

Non spiegherò il significato di queste parole, ogni persona trarrà ciò che ritiene più utile. Posso dirvi l’insegnamento che io ho appreso.

“C’è una cosa che il Buddha non potrà mai insegnare attraverso le parole ai suoi discepoli, l’esperienza”

Ciò che dovremmo cercare è il più possibile fare esperienza, tra tutte le possibili sfumature della vita.

Puoi farlo amando gli errori come parte di questo processo

Puoi farlo lasciandoti sorprendere dalla vita

Puoi farlo diventando osservatore delle tue emozioni

Puoi farlo per scoprire se puoi farlo

Puoi farlo per tutte queste ragioni assieme o solo due

Buona Viaggio

Gianluca Reffo